Panorama della Sanità “Fedirets : Non siamo una patologia ma una risorsa”

Fedirets: Non siamo una patologia ma una risorsa

Fedirets

A Roma venerdì 10 maggio il convegno “La dirigenza pubblica: quale contributo al bene comune?”.

«Siamo stanchi che il legislatore di turno – di destra, di sinistra o del “cambiamento” – ci consideri, come dirigenza pubblica, un malato da curare e non una risorsa su cui investire per il bene del Paese». È quanto afferma il segretario generale Mario Sette in occasione del convegno che Fedirets ha organizzato a Roma per venerdì 10 maggio “La dirigenza pubblica: quale contributo al bene comune?”. Fedirets (Federazione Dirigenti e Direttivi Enti territoriali e Sanità), nato dalla fusione di sigle storiche del sindacalismo autonomo (Direl, Direr-Sidirss, Fedir), con più di 1800 iscritti e quasi il 35% di rappresentatività dall’ultima rilevazione Aran al 31.12.2017, è il primo sindacato nelle funzioni locali, un’area contrattuale che mette assieme i dirigenti professionali, tecnici e amministrativi di Regioni, Comuni, Città metropolitane, Province e del Servizio Sanitario Nazionale e i segretari comunali e provinciali (quasi 15000 unità in servizio). «Nei provvedimenti di questi anni abbiamo visto una progressiva rilegificazione del rapporto di lavoro e norme tese prevalentemente a introdurre controlli e sanzioni. Si parte sempre dall’idea che siamo tutti furbetti o fannulloni, se non addirittura corrotti o corruttori e ci si dimentica delle migliaia di dirigenti che lavorano ogni giorno con onestà, competenza e senza orari, a fronte di un malessere organizzativo e di motivazioni sempre più scarse». «E a proposito di motivazioni – aggiunge il segretario generale aggiunto Fedirets Elisa Petrone – quelle economiche, dopo 10 anni di blocco dei contratti e di tagli al salario accessorio, stanno a zero. E sembra che al peggio non ci sia fine se guardiamo al Ccnl 2016-2018: per la dirigenza pta del Ssn infatti,  le Regioni, invece dell’incremento previsto dalle Finanziarie (3,48% del Monte salari pari a una media di 281 euro lordi mese) hanno stanziato risorse per un aumento di soli 161 euro lordi, con la scusa che il Fondo sanitario è sottofinanziato. L’ultima chicca è poi il DL 35/2019 cd. “Calabria” (che c’azzecca?…) che reintroduce tagli al salario accessorio a fronte di diminuzione delle unità di personale in servizio rispetto alla situazione del 31.12.2018… Diventa sempre più difficile lavorare (e fare sindacato) in queste condizioni!». Si preannuncia quindi vivace il confronto del prossimo 10 maggio (a Palazzo Falletti, via Panisperna 207 dalle 9.30). Al convegno interverranno esperti del pubblico impiego quali Renato Ruffini, docente di Organizzazione all’Università Statale di Milano, Stefano Simonetti, già direttore di Aziende del SSN, Mario Collevecchio, docente Spisa, e il presidente Aran Sergio Gasparrini. “Unica assente – conclude Fedirets – la politica…e non è certo un bel segnale per un dialogo che sarebbe quanto mai necessario…”.

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