Bilancio di fine legislatura – Fedirets partecipa al Forum di Quotidiano Sanità

Fedirets, la Federazione dei dirigenti e direttivi di Enti territoriali e Sanità, primo sindacato della dirigenza territoriale del Paese, sta seguendo con vivo interesse il Forum di Quotidiano Sanità sul bilancio di fine legislatura e le richieste al prossimo governo, a cui stanno rispondendo in questi giorni i rappresentanti sindacali dei medici.

La dirigenza tecnico amministrativa degli enti territoriali è una componente fondamentale per la corretta erogazione dei servizi al cittadino da parte degli Enti Locali, delle Regioni. In Sanità, pur essendo minoritaria rispetto ai grandi numeri della componente sanitaria dirigenziale e non, è però assolutamente strategica rispetto alla gestione ed organizzazione dei servizi generali e di supporto alle attività sanitarie. Anche Fedirets, con le sue principali componenti (Direts e Fedir) ha fatto un bilancio di fine legislatura, che si rivela  piuttosto drammatico,  ed intende incontrare tutti gli esponenti politici del prossimo governo per indicare una strada diversa per valorizzare tutta la PA, e dunque rendere efficienti i servizi ai cittadini e migliorare la gestione della cosa pubblica.

Fra le criticità, in questi anni si sono registrati tagli netti agli organici e ristrutturazioni cruente: dai Piani di rientro per la Sanità per le regioni in deficit a partire dal 2009  ai Piani di riorganizzazione imposti a tutte le PPAA dalla spending review del 2012. Tagli sugli uffici e sul personale amministrativo del tutto lineari. In questo modo la dirigenza amministrativa è stata fatta sprofondare e quella superstite è stata caricata di funzioni aggiuntive salvo, in Sanità, aver creato il paradossale fenomeno della devoluzione ai medici, assunti per svolgere attività sanitarie,  di strategiche funzioni amministrative quali il controllo di gestione e contabilità analitica, organizzazione della formazione del personale, uffici di relazione con il pubblico, uffici per le prenotazioni delle prestazioni sanitarie e anche responsabili anticorruzione.

La dirigenza soffre moltissimo:

1) l’incertezza del proprio incarico, continuamente in bilico per effetto delle garanzie contrattuali azzerate,  da Tremonti con l’art 9 comma 32 della legge 122/2010, in combinato con riorganizzazioni a getto continuo,  con pesanti riflessi sull’efficienza degli uffici;

2) l’iper produzione normativa (leggi, decreti leggi, decreti legislativi e presidenziali, circolari e da ultimo la ancor oscura categoria delle linee guida) nel cui mare magnum tutto è possibile e niente è possibile e che, lungi dal combattere, favorisce corruzione e mala gestione;

3) la  – inevitabile –  amministrazione difensiva, parimenti o probabilmente più  dannosa della medicina difensiva;

4) la confusione, specie in Sanità, nei ruoli delle funzioni della dirigenza tecnico/amministrativa e sanitaria e delle conseguenti responsabilità;

E come se non bastasse, in questo contesto, il ministro Madia con il governo Renzi ha risposto a questa situazione con una pessima riforma della dirigenza, sostanzialmente finalizzata a legittimare la  precarizzazione  della figura dirigenziale e ad estremizzare la scelta fiduciaria del dirigente pubblico da parte della politica. Tutto questo facendo venire meno strumenti veri di valorizzazione del merito, della  trasparenza e lealtà della scelta ed a restituire alla dirigenza gestionale effettiva autonomia ed indipendenza dalla politica, come sarebbe invece necessario.

Anche il ministro Lorenzin, che inizialmente ha dichiarato di voler restituire a ciascuna professionalità il proprio specifico ruolo, ha invece emanato – nella scia della fallita riforma Madia -criteri per la scelta dei direttori generali delle ASL che non danno alcun rilievo all’effettiva esperienza sul campo e che sopravvalutano titoli accademici ed esperienze ministeriali, con ciò mettendo di fatto fuori gioco la quasi totalità della dirigenza tecnico amministrativa del SSN e cioè quella in possesso del profilo più qualificato per tale ruolo.

Fedirets chiede dunque al prossimo governo:

– stabilità delle organizzazioni, con inderogabilità della durata minima degli incarichi e congruità di risorse;

– regole per la scelta del dirigente che valorizzano le effettive capacita e le esperienze concrete attinenti alle funzioni da svolgere;

– richiesta di lealtà  (e non certo fiduciarietà) nel rapporto e concreta indipendenza ed autonomia della gestione entro gli obiettivi generali programmati;

– sistemi di valutazione omogenei, indipendenti, comparabili e  semplificati;

– urgente necessità di semplificazione normativa.

E’ necessario infatti ricordare sempre che il dirigente è al servizio esclusivo del buon andamento ed imparzialità della PA e non certo della parte politica di turno.

 

Mario Sette e Elisa Petrone

Segretario generale Fedirets / Segretario generale aggiunto Fedirets

 

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