FEDIRETS A DIFESA DI TUTTA LA DIRIGENZA PUBBLICA

Diamo diffusione di seguito, per opportuna conoscenza, al comunicato stampa diffuso dalla Fedirets in risposta all’intervento di Carlo Mochi Sismondi in merito alla dirigenza pubblica riportato sull’articolo ‘Il grido d’allarme della Pa: “Dipendenti pubblici allo stremo. Serve la svolta con lo sblocco del turnover”’, apparso sul quotidiano La Repubblica il 28 gennaio scorso.

Roma, 29 Gennaio 2020

COMUNICATO STAMPA
DIRIGENTI PUBBLICI: BASTA CON IL BALLETTO DEGLI INCARICHI
In riferimento all’articolo di stampa intitolato ‘Il grido d’allarme della Pa: “Dipendenti pubblici allo stremo. Serve la svolta con lo sblocco del turnover”’ pubblicato su Repubblica del 28 gennaio 2020 e con riguardo all’intervento di Carlo Mochi Sismondi in merito alla dirigenza pubblica, Fedirets, primo sindacato rappresentativo della dirigenza gestionale tecnico-amministrativa delle Regioni, Enti Locali e Sanità, non può esimersi dal replicare che alla pubblica amministrazione serve una dirigenza formata, preparata, da valutare in relazione alla capacità di cogliere i risultati indicati dagli organi di governo e soprattutto stabile nei propri incarichi e non invece un apparato soggetto al ricatto della politica o selezionato in base alle appartenenze di partito.

Destano sgomento le parole di Carlo Mochi Sismondi che mostra nostalgia per la fortunatamente mancata riforma della dirigenza elaborata dall’allora premier Renzi e dall’allora ministro della PA Madia, auspicando un continuo tourbillon di incarichi dirigenziali, connessi al capriccio della politica.
L’intervento del Mochi Sismondi, oltre a dimostrare un legame inutilmente malinconico ad un’esperienza di governo che ha creato danni rilevantissimi all’intera PA (basti pensare allo scempio delle province), è fuori dal tempo e fuori dalla Costituzione.
Fuori dal tempo e dalla Costituzione perché l’affermazione del Mochi Sismondi secondo la quale occorre “più libertà da parte della politica di scegliere, all’interno dei ruoli, a chi attribuire incarichi di vertice; incarichi a tempo intervallati da rinnovi con concorsi a evidenza pubblica” è a un tempo erronea e contraria alla Costituzione.
Infatti:
1. la politica dispone già della più ampia libertà di scegliere gli incarichi di vertice; come spiega la Consulta a partire dalle sentenze 103 e 104 del 2007, lo spoil system è compatibile con la Costituzione appunto se riferito alla dirigenza di vertice, da individuare ESCLUSIVAMENTE negli incarichi di elevatissimo livello ministeriale, come segretari generali e direttori generali dei ministeri, poche centinaia di manager a strettissimo contatto con la politica, selezionati anche in base alla “personale adesione” all’indirizzo politico che l’espletamento del loro incarico li porta a realizzare unitamente all’organo politico;
2. l’articolo 98 della Costituzione, al comma 1 stabilisce: “I pubblici impiegati sono al servizio esclusivo della Nazione”. I dirigenti che non contribuiscono alla formazione dell’indirizzo politico, ma chiamati ad attuarlo con lealtà e competenza, non sono al servizio della politica, ma della Nazione. Una maggiore “libertà” della politica di incaricarli finisce con il precarizzarli, sottometterli alla politica, stravolgere la loro funzione tecnica per renderla utile all’interesse della parte politica e non della collettività;
3. i dirigenti di ruolo accedono già mediante concorso. E sarebbe il caso che il Mochi Sismondi prenda atto, se già non avesse avuto modo di accorgersene, che i concorsi sono tutti a evidenza pubblica. Tranne, guarda caso, proprio le modalità di reclutamento dei dirigenti a contratto, quei 10% circa di dirigenti dello Stato e 30% circa di dirigenti degli enti locali, spesso selezionati senza concorso ma sulla semplice base dell’appartenenza politica, che contribuisce a creare in Italia uno spoil system estesissimo, che idee desuete, erronee, insostenibili e contrarie a logica e a Costituzione, come quelle che il Mochi Sismondi ancora perora, finirebbero per trasformare in spoil system selvaggio. A danno di tutti i cittadini che hanno diritto di aspettarsi dalla dirigenza pubblica scelte gestionali connesse al rispetto della legge, della tecnica, dei risultati previsti dai piani e non alla verifica del voto dato o della tessera posseduta.

IL SEGRETARIO GENERALE, Elisa Petrone

IL SEGRETARIO GENERALE AGGIUNTO, Mario Sette

 

Per scaricare il Comunicato Stampa in PDF, clicca QUI.

Per leggere l’articolo de La Repubblica in cui è riportato l’intervento di Carlo Mochi Sismondi, clicca QUI.

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